Le tre Moire e le tre Norne – Di Undici Foglie

Le tre Moire, assimilate anche alle Parche romane e alle Norne norrene, sono figure appartenenti alla mitologia greca.

Nella Teogonia di Esiodo compaiono due volte: come figlie della Notte e come figlie di Zeus e Temi, erano la personificazione del destino ineluttabile. Il loro compito era tessere il filo del fato di ogni uomo, svolgerlo ed infine reciderlo segnandone la morte.

Cloto é colei che fila lo stame della vita, poi Lachesi ne avvolge una certa lunghezza sul fuso che ogni uomo riceverà come il suo destino e infine Atropo con le sue cesoie lo recideva austera e inflessibile.
Queste le tre Moire e le tre Norne della mitologia europea.

Il Mito

Il mito é universale, almeno nelle terre d’Europa, e così nel freddo nord si racconta, con nomi diversi, la stessa storia:

Da quel luogo vengono fanciulle
di molta saggezza,
tre, da quelle acque
che sotto l’albero si stendono.
Ha nome Urðr la prima,
Verðandi l’altra
(sopra una tavola incidono rune),
Skuld quella ch’è terza.
Queste decidono la legge,
queste scelgono la vita
per i viventi nati,
le sorti degli uomini.

(Edda poetica – Völuspá – Profezia della Veggente XX)

Skuld (antico norreno: “debito” o “futuro”) è una norna della mitologia norrena, assieme ad Urd (“Fato”) e a Verðandi (“divenire” o “presente”) Skuld decide il destino degli uomini.

Notte poi partorì l’odioso Moros e Ker nera
e Thanatos, generò il Sonno, generò la stirpe dei Sogni;
non giacendo con alcuno li generò la dea Notte oscura;
e le Esperidi che, al di là dell’inclito Oceano, dei pomi
aurei e belli hanno cura e degli alberi che il frutto ne portano;
e le Moire e le Kere generò spietate nel dar le pene:
Cloto e Lachesi e Atropo, che ai mortali
quando son nati danno da avere il bene e il male,
che di uomini e dei i delitti perseguono;
né mai le dee cessano dalla terribile ira
prima d’aver inflitto terribile pena, a chiunque abbia peccato.

(Teogonia di Esiodo, vv. 211-222)

Per seconda sposò la splendida Thémis, che generò le Ore
(Eunomie, Dike ed Eirene fiorente) che vegliano sulle opere dei mortali;
e le Moire, cui grande onore diede Zeús prudente: Cloto, Lachesi e Atropo, che concedono agli uomini il bene e il male.

(Teogonia di Esiodo, vv. 900-906)

Ma perché lei che dì e notte fila,
non gli avea tratta ancora la conocchia,
che Cloto impone a ciascuno e compila…

(Divina Commedia, Purgatorio, Canto XXI, 25-27)

Collegamenti Esterni

https://it.wikipedia.org/wiki/Moire_(mitologia)
https://it.wikipedia.org/wiki/Norne

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi